Gestione quotidiana

Ipoglicemia: sintomi e cosa fare subito

Fabio Denuzzo · 18 Giugno 2026 · 8 min

Un bicchiere di succo d'arancia, zollette di zucchero e compresse di glucosio su un piano chiaro, in luce naturale rassicurante

Se convivi con il diabete, o vuoi aiutare qualcuno che ce l'ha, una delle cose più utili che puoi imparare è riconoscere una glicemia bassa e sapere cosa fare nei primi minuti. È una situazione che spaventa la prima volta, ma con poche regole chiare si gestisce bene. Ti racconto come la vivo io, da diabetico di tipo 1 da circa trent'anni, e cosa dicono le fonti ufficiali. Non sono un medico: questa è una guida pratica e divulgativa, non una prescrizione.

Cos'è l'ipoglicemia

Ipoglicemia è una parola lunga che significa una cosa semplice: troppo poco zucchero nel sangue. La glicemia è la quantità di glucosio (lo zucchero che dà energia al corpo) presente nel sangue, e si misura in milligrammi per decilitro (mg/dL).

Si parla di ipoglicemia, in genere, quando la glicemia scende sotto i 70 mg/dL. Questa è la soglia di allerta: il momento in cui conviene intervenire, prima che i sintomi peggiorino. Quando i valori scendono sotto i 54 mg/dL si entra in un livello più serio, che richiede un intervento rapido.

Una precisazione che mi sta a cuore: l'ipoglicemia riguarda soprattutto chi è in cura per il diabete, in particolare con insulina o con alcuni farmaci che abbassano la glicemia. Nelle persone senza diabete episodi del genere sono rari e di natura diversa. Quindi, se non sei in terapia per il diabete, è molto improbabile che tu stia vivendo quello che descrivo qui.

💡 Da sapere: i numeri (70 e 54 mg/dL) sono riferimenti generali usati a livello internazionale. La tua soglia personale e i tuoi obiettivi li stabilisce il diabetologo insieme a te.

I sintomi da riconoscere

Il corpo, quando lo zucchero cala, lancia dei segnali. Conviene impararli, perché variano da persona a persona e a volte cambiano nel tempo.

I primi sintomi, quelli più precoci, dipendono dall'adrenalina che il corpo rilascia per difendersi (li chiamano sintomi "adrenergici", cioè legati appunto all'adrenalina). Sono in genere:

Se la glicemia continua a scendere, il cervello inizia a ricevere poco zucchero e compaiono i sintomi "neuroglicopenici" (una parola complicata che vuol dire semplicemente: poco glucosio al cervello). Tra questi:

⚠️ Attenzione: con il tempo alcune persone smettono di avvertire i primi segnali (si chiama "ipoglicemia inavvertita"). Se ti capita di accorgerti delle ipo solo quando sono già basse, parlane subito col diabetologo.

Cosa fare subito: la regola del 15

Quando la glicemia è bassa ma sei cosciente e riesci a deglutire, lo schema più usato e più semplice da ricordare è la cosiddetta regola del 15. È una buona pratica di educazione diffusa, non una cura su misura, ma aiuta a non andare nel panico.

Funziona così:

  1. Assumi circa 15 grammi di zuccheri a rapido assorbimento.
  2. Aspetta 15 minuti.
  3. Ricontrolla la glicemia.
  4. Se è ancora sotto i 70 mg/dL, ripeti: altri 15 grammi e altri 15 minuti.

Cosa significano in pratica 15 grammi di zuccheri rapidi:

Quando la glicemia è risalita e si è stabilizzata, spesso conviene aggiungere uno spuntino con carboidrati più lenti (un paio di cracker, una fetta di pane, della frutta), per evitare che ricada poco dopo. Se l'ipo capita vicino a un pasto, di solito basta anticipare il pasto.

Zollette di zucchero e un bicchiere di succo disposti in ordine, come esempio dei 15 grammi di zuccheri rapidi della regola del 15

Buone pratiche: tieni sempre con te qualcosa per correggere (zollette, succo in brick, gel di glucosio). In borsa, in auto, sul comodino. La ipo arriva quando meno te l'aspetti.

Cosa NON usare per correggere

Questo è il punto che molti sbagliano, e merita attenzione. Per far risalire in fretta la glicemia servono zuccheri semplici e veloci. Cioccolato, biscotti, merendine, snack e creme spalmabili non vanno bene per la correzione rapida: i grassi e le fibre che contengono rallentano l'assorbimento dello zucchero, quindi la glicemia risale troppo lentamente proprio quando hai fretta.

Allo stesso modo, non servono le bevande "light", "zero" o dietetiche: contengono dolcificanti al posto dello zucchero e non alzano la glicemia.

⚠️ Attenzione: il cioccolato è una trappola classica. Sembra "zucchero", ma è soprattutto grasso. Per la correzione lascialo perdere e usa zucchero, succo o glucosio.

Quando è un'emergenza

Si parla di ipoglicemia grave quando la persona non è più in grado di aiutarsi da sola: perde conoscenza, ha convulsioni, oppure è così confusa da non riuscire a deglutire. Qui le regole cambiano del tutto.

🚑 Emergenza: se la persona è incosciente o non riesce a deglutire, NON darle nulla da mangiare o bere. C'è il rischio concreto di soffocamento. Mettila in posizione laterale di sicurezza (su un fianco) e chiama subito il 112 (o il 118).

In questi casi il trattamento è il glucagone d'emergenza: il glucagone è un ormone che fa rilasciare al corpo lo zucchero di riserva e fa risalire la glicemia. Esiste in forma iniettabile e in forma di spray nasale, e viene prescritto dal medico alle persone a rischio. Se è stato prescritto a te o al tuo familiare, va usato seguendo esattamente le istruzioni ricevute dal medico e quelle della confezione. Non do dosaggi qui: quelli te li dà chi te lo prescrive. Dopo aver usato il glucagone, si chiama comunque il 112/118.

Se succede spesso, parlane col medico

Un'ipoglicemia ogni tanto può capitare a chi è in terapia. Ma se le ipo sono frequenti, gravi o non le senti più arrivare, non è una cosa da accettare in silenzio: di solito vuol dire che la terapia va rivista. È un'informazione preziosa per il diabetologo.

Quello che ti chiedo di non fare è cambiare da solo le dosi di insulina o dei farmaci. Le modifiche di terapia le decide il medico, sui tuoi dati. Tu porta i numeri (anche lo scarico del sensore, se lo usi) e raccontagli quando e come capitano le ipo: è il modo migliore per risolverle alla radice.

Come aiutare qualcuno in ipoglicemia

Se sei un familiare o un amico, puoi fare davvero la differenza:

Sapere queste poche cose in anticipo, con calma, vale molto più che improvvisare nel momento dello spavento.

Fonti

Questo articolo ha scopo puramente informativo e divulgativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico. Non sono un medico: sono una persona che convive con il diabete da molti anni. Le soglie, gli obiettivi di glicemia e l'eventuale prescrizione del glucagone sono personali e li stabilisce il tuo diabetologo. In caso di dubbi, sintomi gravi o ipoglicemie frequenti, rivolgiti sempre al tuo medico, e in emergenza chiama il 112 o il 118.