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L'insulina non è un integratore: perché chi non ha il diabete rischia grosso

Fabio Denuzzo · 17 Giugno 2026 · 8 min

Penna e flacone di insulina sigillati su superficie chiara, immagine sobria sul rischio dell'insulina per chi non ha il diabete

Sono trent'anni che convivo con il diabete di tipo 1, e per me l'insulina è una cosa sola: sopravvivenza. È il farmaco che mi tiene in vita ogni singolo giorno. Per questo, quando leggo di persone che non hanno il diabete e che si iniettano insulina per ragioni estetiche, mi si stringe lo stomaco. Voglio provare a spiegare, con calma e senza dare lezioni a nessuno, perché è una cosa che può finire molto male, e perché riguarda anche il cuore.

Parto da un fatto di cronaca recente, ma lo tratto con prudenza, perché dietro c'è un ragazzo morto giovane e una famiglia.

Cosa è successo, con prudenza

A fine maggio 2026 il giovane fisiculturista e influencer brasiliano Gabriel Ganley, conosciuto come "bbzinho", è stato trovato morto nel suo appartamento a San Paolo. Aveva 22 anni.

Qui serve precisione, perché in rete è girato di tutto. La causa di morte indicata dal referto dell'istituto medico legale è una cardiomiopatia ipertrofica, cioè una malattia del cuore in cui il muscolo cardiaco è ispessito in modo anomalo e può favorire aritmie pericolose. L'insulina e gli anabolizzanti sono emersi come ipotesi e oggetto di indagine, non come causa accertata: si parla di un audio di un amico che cita l'insulina la sera prima, e di farmaci sequestrati in casa. Le autorità, al momento, stanno ancora completando gli accertamenti.

Lo dico chiaro, una volta per tutte: non sto scrivendo che Ganley è morto "a causa dell'insulina". Non lo sappiamo, e non sta a me stabilirlo. Uso questa storia solo come spunto per parlare di un tema di prevenzione che conosco da vicino.

💡 Da sapere: la cardiomiopatia ipertrofica spesso non dà sintomi e può restare non diagnosticata per anni. È una delle cause più note di morte improvvisa nei giovani sportivi, di per sé, anche senza alcuna sostanza.

L'insulina non è un integratore

Nel mondo del bodybuilding l'insulina viene a volte usata fuori dal diabete come sostanza per gonfiare i muscoli. Non spiego come, e non lo farò mai: non è materiale da divulgare. Mi limito al punto che conta.

L'insulina è un ormone che fa una cosa precisa: abbassa la glicemia, cioè la quantità di zucchero nel sangue. In chi ha il diabete serve proprio perché quel meccanismo manca o non funziona. Ma chi non ha il diabete la sua insulina la produce già, in modo finissimo e regolato. Iniettarne dell'altra dall'esterno significa rompere quell'equilibrio e spingere la glicemia verso il basso senza una rete di sicurezza.

Esiste anche un caso clinico pubblicato su una rivista di medicina d'urgenza che descrive proprio questo: un bodybuilder finito in coma per ipoglicemia grave da insulina iniettata di nascosto. Non è una leggenda da palestra, è documentato.

⚠️ Attenzione: l'insulina è un farmaco salvavita con un margine di errore stretto. Una quantità che per un diabetico è terapia, per chi non ne ha bisogno può essere una dose che fa crollare la glicemia in modo pericoloso.

Cosa succede davvero in un'ipoglicemia

Qui arrivo alla parte che mi sta più a cuore, perché un'ipoglicemia l'ho vissuta tante volte e so cosa significa.

Quando la glicemia scende troppo, il cervello resta senza il suo carburante principale, lo zucchero. Il corpo se ne accorge e prova a difendersi: rilascia adrenalina e altri ormoni dello stress. Questa è la cosiddetta risposta sympatho-adrenergica, e dà i primi segnali che molti diabetici riconoscono al volo:

Se la glicemia continua a scendere, arriva la parte più seria: confusione, difficoltà a parlare e a ragionare, comportamenti strani, fino a perdita di coscienza, convulsioni e coma. È un crollo che, nelle forme gravi, la persona da sola non riesce più a gestire, perché la mente stessa smette di funzionare bene.

🚑 Emergenza: davanti a un'ipoglicemia grave, cioè perdita di coscienza o convulsioni, si chiama subito il 112 (o 118). Non si deve mai dare nulla da bere o da mangiare a una persona incosciente, perché rischia di soffocare.

Quando l'ipo arriva al cuore

Questo è il punto che molti non collegano, e che invece secondo me andrebbe spiegato di più.

Quella scarica di adrenalina che accompagna l'ipoglicemia non agisce solo sui tremori: agisce sul cuore. Lo fa battere più in fretta e lavorare di più. Studi su riviste scientifiche, tra cui Diabetes e Diabetes Care dell'American Diabetes Association, descrivono come un'ipoglicemia grave possa favorire aritmie, cioè battiti irregolari, e alterazioni elettriche del cuore, in particolare un allungamento dell'intervallo QT, un parametro del tracciato cardiaco legato al rischio di aritmie pericolose. A questo si aggiunge il fatto che, in queste fasi, anche il potassio nel sangue può abbassarsi, e gli squilibri degli elettroliti rendono il cuore ancora più instabile.

Su un cuore sano questo stress di solito viene assorbito. Ma su un cuore già vulnerabile, ad esempio con una cardiomiopatia mai diagnosticata, lo stesso stress può diventare molto più rischioso.

C'è poi un fenomeno noto in letteratura come "dead in bed", cioè giovani con diabete di tipo 1 trovati morti nel sonno senza una causa evidente. L'ipotesi più accreditata, anche se non dimostrata del tutto, è proprio quella di un'aritmia cardiaca innescata da un'ipoglicemia notturna grave.

Lo scrivo come meccanismo generale e plausibile: questo è il modo in cui ipoglicemia, adrenalina e cuore possono combinarsi. Non è un verdetto su nessun caso specifico, è il motivo per cui una glicemia che crolla non è mai una cosa "solo da diabetici da tenere sotto controllo con uno zuccherino".

Perché chi non ha il diabete non deve toccarla

Mettendo insieme i pezzi: l'insulina abbassa la glicemia, in chi non ha il diabete può farla crollare, e un'ipoglicemia grave non è solo svenire, è uno stress che arriva fino al cuore e può favorire aritmie, fino a conseguenze fatali, soprattutto se il cuore parte già fragile.

Nessun risultato estetico, nessun muscolo in più, vale questo rischio. Davvero nessuno.

Per me l'insulina è la cosa che mi permette di esistere. Vederla usata come scorciatoia in palestra mi fa un effetto strano, quasi doloroso. Lo dico senza giudicare le persone, ma con tutta la convinzione di chi quel farmaco lo conosce sulla propria pelle da trent'anni: l'insulina è una terapia salvavita per chi ha il diabete, non un integratore da fitness.

Se sei in dubbio o conosci qualcuno tentato da queste scorciatoie, la cosa giusta è parlarne con un medico vero.

Fonti

Questo articolo ha solo scopo informativo e divulgativo e racconta la mia esperienza personale. Non sono un medico e qui non trovi diagnosi, dosaggi o consigli terapeutici. L'insulina e qualsiasi altro farmaco vanno usati solo su prescrizione e sotto controllo medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, sul diabete o sull'uso di farmaci, parla sempre con il tuo medico o con uno specialista.