Alimentazione

Dolcificanti a confronto: stevia, eritritolo, aspartame e gli altri. Alzano la glicemia?

Fabio Denuzzo · 28 Ottobre 2026 · 9 min

Diversi dolcificanti in ciotoline (stevia, eritritolo, bustine) accanto a una tazza di caffè

Lo scaffale del supermercato è pieno di dolcificanti "senza zucchero" e "per diabetici". Ma alzano la glicemia? Fanno male? E qual è il migliore? Facciamo ordine con onestà, perché tra naturali, artificiali e polioli c'è parecchia confusione.

Sono Fabio, convivo con il diabete di tipo 1 da quasi trent'anni. Non sono un medico: questo è un articolo per capire, non un consiglio di terapia.

Il vantaggio vero (e i limiti)

Partiamo dalla buona notizia: a differenza dello zucchero, la maggior parte dei dolcificanti non alza (o quasi) la glicemia. Per chi ha il diabete è un vantaggio concreto, perché permette di avere il dolce senza il picco dello zucchero. Ma ci sono tre cose che quasi nessuno ti dice:

  1. "Non alza la glicemia" non vuol dire "mangiane quanto vuoi". Mantengono vivo il gusto dolce, e questo può alimentare la voglia di dolce invece di spegnerla.
  2. Non sono tutti uguali: qualcuno la glicemia la alza (il maltitolo, lo sciroppo d'agave).
  3. Qualcuno ha delle note da conoscere su quantità e sicurezza.

I naturali: stevia, frutto del monaco, eritritolo

Gli artificiali: sucralosio, aspartame, saccarina

I polioli: occhio al maltitolo

I polioli (eritritolo, xilitolo, maltitolo) finiscono spesso nei prodotti "senza zucchero", ma non sono tutti uguali:

Due casi a parte

Tabella: i dolcificanti a confronto

Dolcificante Impatto sulla glicemia Da sapere
Stevia (naturale) Nessuno o quasi Molto dolce, possibile retrogusto
Frutto del monaco (naturale) Nessuno o quasi Senza calorie, meno diffuso in Italia
Eritritolo (poliolo) Nessuno Studi osservazionali ipotizzano un legame col cuore (associazione, non causa): con misura
Xilitolo (poliolo) Basso Effetto lassativo se esageri; tossico per i cani
Maltitolo (poliolo) Medio-alto La alza più degli altri, può dare gonfiore: occhio ai "senza zucchero"
Sucralosio (artificiale) Di solito nessuno Non usarlo per cuocere ad alte temperature
Aspartame (artificiale) Nessuno o quasi IARC 2023 "possibile cancerogeno" (2B), ma sicuro alle dosi normali; no in fenilchetonuria
Saccarina (artificiale) Nessuno Il più vecchio, retrogusto metallico
Allulosio Nessuno o quasi In UE NON autorizzato (EFSA 2025): non si trova in Italia
Sciroppo d'agave Alto Ricco di fruttosio: NON un buon sostituto

La verità pratica

Per chi ha il diabete, i dolcificanti (stevia, eritritolo, sucralosio, monk fruit) sono quasi sempre una scelta migliore dello zucchero, perché non fanno il picco. Ma nessuno è "magico": il traguardo vero è rieducare il palato ad avere meno bisogno di dolce, non sostituire chili di zucchero con chili di dolcificante. Usali con misura, come aiuto nella transizione, non come lasciapassare.

Domande frequenti

I dolcificanti alzano la glicemia? La maggior parte no, o quasi: stevia, eritritolo, sucralosio, aspartame, frutto del monaco hanno impatto minimo. Fanno eccezione il maltitolo (che la alza) e lo sciroppo d'agave (ricco di fruttosio).

Qual è il miglior dolcificante per un diabetico? Tra i più usati e sicuri ci sono stevia, eritritolo e frutto del monaco, perché non alzano la glicemia. Conta però la moderazione: nessuno è una cura, e il gusto dolce continuo può alimentare la voglia di dolce.

L'aspartame fa venire il cancro? La IARC lo ha classificato come "possibilmente cancerogeno" (gruppo 2B), ma alle dosi di consumo normali gli enti di sicurezza lo considerano sicuro. Non c'è prova che un consumo normale causi il cancro. Chi ha la fenilchetonuria deve evitarlo.

Perché l'allulosio non si trova in Italia? Perché nel 2025 l'EFSA ha dato parere negativo per dati di sicurezza insufficienti, quindi in Unione Europea non è autorizzato all'uso alimentare.

In sintesi

Questo articolo ha scopo divulgativo e nasce dall'esperienza personale di Fabio. Non sostituisce il parere del tuo medico o nutrizionista: per scelte su dolcificanti, dieta e terapia rivolgiti a un professionista sanitario.