Alimentazione

Castagne, uva e fichi: i cibi d'autunno che ti alzano la glicemia (e come gestirli)

Fabio Denuzzo · 8 Settembre 2026 · 6 min

Castagne, un grappolo d'uva e fichi freschi su un tavolo di legno con luce autunnale

Arriva l'autunno e tornano loro: caldarroste all'angolo della strada, grappoli d'uva sulla tavola, fichi maturi e dolcissimi. Sembrano innocui perché sono "naturali", frutta e frutti di stagione. Ma sono proprio tra i cibi che muovono di più la glicemia, e chi convive con il diabete se ne accorge subito sul sensore. Come sempre: non sono vietati, vanno solo capiti.

Sono Fabio, convivo con il diabete di tipo 1 da quasi trent'anni. Non sono un medico: ti dico da chi ci convive perché questi tre ti fregano, e come me li gestisco.

🌰 Castagne: non sono uno spuntino leggero

È l'errore più comune: "sono solo castagne". In realtà la castagna è ricca di amido, cioè carboidrati veri, più simile al pane che alla frutta secca. Cento grammi di caldarroste hanno tanti carboidrati quanto un bel piatto, e nessuno si ferma a due o tre: un cartoccio da dieci caldarroste è un carico importante, che sale in modo netto.

Come gestirle:

🍇 Uva: dolce, veloce e facile da esagerare

L'uva è quasi tutta zuccheri semplici (glucosio e fruttosio), quindi sale in fretta. Il problema in più è che si mangia a grappolo, un acino dopo l'altro, senza rendersene conto: quello che sembra "un po' di frutta" diventa in fretta una bella dose di zucchero rapido.

Come gestirla:

🫐 Fichi: freschi dolci, secchi una bomba

I fichi freschi sono molto zuccherini già di loro. Ma il vero salto è nei fichi secchi: togliendo l'acqua lo zucchero si concentra, e un pugno di fichi secchi è tra le cose più zuccherine che puoi mangiare, altro che "frutta sana". È lo stesso principio dell'uva rispetto all'uvetta.

Come gestirli:

La regola per tutti e tre

Sono cibi buoni e di stagione, non nemici. Il punto non è eliminarli, è ricordare tre cose:

In sintesi

Questo articolo ha scopo divulgativo e nasce dall'esperienza personale di Fabio. Non sostituisce il parere del tuo medico o diabetologo: per diagnosi, terapia e dosi rivolgiti sempre a un professionista sanitario.